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Biografia di Michail Bulgakov


Michail Miša Bulgakov nacque a Kiev, in Ucraina, primo di sette fratelli (quattro femmine e due maschi), figlio di un professore di storia e critica delle religioni occidentali, Afanasij Ivanovič Bulgakov, morto nel 1906. Gli altri figli di Afanasij si sarebbero poi stabiliti a Parigi.

Tomba di Mikhail Bulgakov nel cimitero moscovita di NovodevičijSi legge nei diari della sorella Nadežda che Miša abbandona la pratica religiosa. Nel 1913 Bulgakov sposò Tat’jana Lappa.

Nel 1916, si laureò (in ritardo: si era iscritto nel 1909) in medicina, con menzione d'onore, presso l’Università San Vladimir di Kiev (oggi Università nazionale "Taras Ševčenko"). Fu subito inviato a Nikol'skoe (governatorato di Smolensk) come dirigente medico dell'ospedale del circondariato. Era l'unico medico del circondariato. Sono di questo periodo gli scritti degli Appunti di un giovane medico (sette racconti), i cui manoscritti sono andati persi. Se, come in essi scrive, ogni giorno aveva al minimo cinquanta pazienti, più gli interventi chirurgici, è verosimile che tali appunti siano stati scritti l'anno successivo, quando si spostò a Viaz'ma, più tranquilla (condivideva il lavoro con almeno altri tre colleghi medici), dove gli arriveranno gli echi della rivoluzione. È qui che Bulgakov vive le esperienze descritte negli altri due racconti degli Appunti.

Nel 1918 torna a Kiev con la moglie, dove apre uno studio medico di dermatosifilopatologia. Afferma di aver assistito, a Kiev, almeno a quattordici sovvertimenti politici, di cui dieci vissuti in prima persona: è in questo periodo che gli nasce in seno l'idea di abbandonare la medicina, poiché, come ufficiale pubblico, era troppo soggetto al potere politico.

Nel 1919 viene inviato nel Caucaso come medico militare, dove iniziò a fare il giornalista. Tutte le pubblicazioni di questo periodo sono irreperibili.

È del 1920 il definitivo abbandono della carriera medica. Si ammala di tifo.

Nel 1921, si trasferì con la prima moglie a Mosca. Tre anni dopo divorziò da Tat’jana e sposò Ljubov' Belozerskaja.

Nonostante fosse relativamente benvoluto da Josif Stalin, gli fu sempre impedito di uscire dall'Unione Sovietica o di andare a far visita ai suoi fratelli all'estero. Il 28 marzo 1930 scrisse una lettera al governo dell'URSS chiedendo il permesso di fare un viaggio all'estero o, in alternativa, di avere un qualsiasi lavoro in un teatro. Il 18 aprile, il giorno dopo i funerali di Majakovskij che si era suicidato il 14 aprile, ricevette una telefonata da Stalin in persona che gli negava la possibilità di espatriare, ma gli prospettava un impiego al Teatro Accademico dell'Arte di Mosca, non però come drammaturgo.

Nel 1932 si sposò per la terza volta, con tale Elena Sergèevna.

Nell'ultimo decennio della sua vita, Bulgakov continuò a lavorare alla sua opera più nota Il maestro e Margherita, scrisse commedie, lavori di critica letteraria, storie ed eseguì alcune traduzioni e drammatizzazioni di romanzi. Tuttavia, la maggior parte delle sue opere rimase per molti decenni nel cassetto.

Morì nel 1940, a soli 49 anni, per una nefrosclerosi - la stessa malattia di cui era morto il padre - e fu sepolto nel cimitero Novodevičij di Mosca.

Dalla sua morte al 1961 nessuna opera di Bulgakov fu mai pubblicata. Poi, "improvvisamente, per 5-7 anni in Russia scoppiò il fenomeno Bulgakov", scrisse Vladimir Laškin. Da questo momento di nuovo in Russia cala l'oblio, per poi riaccendersi l'interesse negli anni ottanta.


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